10 errori che si commettono nell'educare i figli

tramite: O2O
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Introduzione

La paura tipica di ogni genitore riguardo i propri figli è, nella maggior parte dei casi, quella di educare loro commettendo errori così gravi da traumatizzarli e segnarli per il resto della loro vita. Le persone non sono perfette psicologicamente, ognuno ha le sue piccole nevrosi, e nel caso di genitori poco psicopatologici come questi, che fanno anche una vita abbastanza regolare, non solo è molto improbabile che accada, ma anche accadesse uno psicologo molto in gamba può risolvere i problemi psicopatologici del bambino - o dell'adulto, nel caso sia cresciuto nel frattempo -, o correggere le abitudini e gli errori dei genitori, sicuramente.
Comunque, ora elencherò i 10 errori più comuni, che una famiglia poco psicopatologica, può commettere nel crescere suo figlio.

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Non lasciarlo sperimentare nella fase pre-edipica

Il bambino fra i 6 mesi e i 4 anni circa passa in una fase chiamata pre-edipica (prima del complesso di Edipo), dove pianta le radici di quella che sarà la sua personalità. In questa fase il bambino ha bisogno di sperimentare e nel contempo ha bisogno di avere, dietro di lui, il genitore che lo protegge e lo ferma nel caso stia facendo qualcosa di pericoloso. Non far sperimentare e quindi: girovagare, mettere oggetti in bocca, toccare, etc. Il bambino in questa fase è un errore comune dei genitori. Naturalmente tutto ciò seguendo il bambino per farlo sentire difeso e nel caso in cui il bambino non stia facendo qualcosa di pericoloso.

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Non metterlo in punizione

Naturalmente si parla di punizioni (non farlo uscire finché non finisce i compiti, levargli il suo gioco preferito per una settimana perché ha risposto male alla maestra), assolutamente non di mani addosso. Un bambino con l'età giusta per essere punito (6-7 anni) va messo in punizione per educarlo. Un bambino che l'ha sempre vinta e non viene mai messo in punizione, non solo non viene educato, ma potrebbe crescere psicologicamente senza sperimentare il dolore e la noia e quindi meno paziente e meno rispettoso verso gli altri.

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Essere troppo appiccicosi

Dopo il periodo edipico, dopo i 5-6 anni, il bambino ha sempre bisogno di voi, ma ha anche bisogno piano piano di diventare indipendente. Lasciatelo fare, se non sta facendo niente di male, e lasciate che si relazioni con i suoi coetanei senza sentirsi addosso la vostra presenza, sempre se non stanno facendo niente di male. Naturalmente un bambino si comporterà a modo se voi lo osservate e più liberamente se voi lo lasciate fare.

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Non essere orgoglioso dei suoi risultati

Essere orgoglioso dei risultati di un bambino non significa non incoraggiarlo a dare di più, ma incoraggiarlo a raggiungere altri traguardi, più specificatamente significa insegnargli che raggiungere traguardi è una cosa positiva che da qualcosa in cambio. Viceversa non essere orgoglioso dei suoi traguardi, significa non incoraggiarlo a raggiungerne altri. Secondo le regole del "comportamento operante" se premiate una persona di un comportamento positivo, la incoraggiate a rifarlo, e col tempo ad abituarsi a farlo, insegnandogli inconsciamente che quel comportamento premia. Non utilizzate il comportamento operante comunque a sproposito e finché non raggiunge traguardi non fatene né un dramma, né un problema, né forzatelo di raggiungerne uno.

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Insultarlo invece di rimproverarlo

I bambini vanno incoraggiati a dare il massimo, un insulto è un controsenso. È come prima dire ad un bambino che è bravo, che è bello ed intelligente, e poi dirgli il contrario. Il bambino non è detto che intenda che sia solo rabbia, o il significato dietro le frasi stesse, quindi potrebbe rifletterci sopra. Non serve assolutamente insultare un bambino per rimproverarlo, questo mi sembra evidente:"Ti sei comportato male, ora sei in punizione" o "Non si dicono queste cose sei un maleducato", non sono frasi che contengono insulti.

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Essere i suoi amici e non i suoi genitori

L'amore di un amico è diverso dall'amore di un genitore. Se siete suoi amici invece di essere suoi genitori, gli darete meno di qualcosa che invece è molto prezioso. Certe volte non essere suo amico è difficile, qualche volta esserlo non è detto che sia sbagliato, nella norma comunque lui deve sentirvi come i suoi genitori, se li per li sembrerà che non vi sia grato di questo, quando sarà grande vi ringrazierà.

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Troppe distrazioni e pochi interessi

Tutte le cose che fanno bene al bambino (scout, danza, musica, sport, etc.), secondo possibilità, fategli fare ed incoraggiatelo a farle. Tutte le cose invece che non gli servono a niente (I videogame), evitate di fargli fare, almeno troppo, non sono cose che gli fanno né che gli servono né che gli fanno bene, oltre che possono creare dipendenza. Fate abituare vostro figlio all'aria aperta ed alle cose che fanno bene al corpo ed alla mente, come lo sport, la pittura, la lettura e la musica, non a cose che non gli servono a niente, gli fanno male e li tengono pure chiusi dentro casa.

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Fare di tutto una tragedia

Un bambino è molto suscettibile ai sentimenti dei propri genitori ed ha sicuramente più bisogno di figure solide vicino a lui, che di persone deboli che gli danno poca sicurezza. Evitate, non solo di fare di cose come una feritina una tragedia, ma anche di farvi trovare disperati per qualcosa che riguarda voi. Insegnate al bambino, che tutto si risolve e che niente è una tragedia per davvero.

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Non avere fiducia in lui

Se siete una famiglia di persone buone, regolari e stabili, o almeno per lo più, crescerete al 90% un figlio buono, normale e stabile.
Un bravo ragazzo non fa cavolate, e se le facesse, le fa perché è un ragazzo e poi se ne pente da solo appena l'ha fatte. Non vi sto consigliando di non punirlo se ne facesse una, ma di avere fiducia in lui invece di pressarlo perché non le faccia, se pressate un adolescente potrebbe fare una cavolata solo per contraddirvi. Naturalmente tutto secondo i limiti del buon senso, se vostro figlio rischia di fare qualcosa di grave o frequenta gente molto sbagliata, è un altro discorso.

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"Sei troppo grande per questo"

Un bambino che chiede qualcosa e riceve la risposta "sei troppo grande per questo", psicologicamente sarà predisposto a regredire perché vuole fare quella cosa. Lasciate che un bambino abbia i tempi suoi, non levategli un gioco che vuole ancora utilizzare, perché pensate sia troppo grande, ricordatevi che Einstein ha cominciato a parlare solo a 3 anni. Se comunque la cosa vi preoccupa, rivolgersi ad uno psicologo o ad un esperto è sempre una cosa positiva. All'incontrario la rispondere ad un bambino "sei troppo piccolo per questa cosa" incoraggia psicologicamente il bambino a crescere.

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I presenti contributi sono stati redatti dagli autori ivi menzionati a solo scopo informativo tramite l’utilizzo della piattaforma www.o2o.it e possono essere modificati dagli stessi in qualsiasi momento. Il sito web, www.o2o.it e Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. (già Banzai Media S.r.l. fusa per incorporazione in Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.), non garantiscono la veridicità, correttezza e completezza di tali contributi e, pertanto, non si assumono alcuna responsabilità in merito all’utilizzo delle informazioni ivi riportate. ATTENZIONE: tali contributi in nessun caso possono costituire la prescrizione di un trattamento o sostituire la visita specialistica o il rapporto diretto con il proprio medico curante. È pertanto necessario consultare SEMPRE il proprio medico curante e/o specialisti. Per maggiori informazioni leggi il “Disclaimer »”.

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